Continua il successo per la cipolla rossa della Selva

Grandissimo successo della cipolla rossa che ormai da due anni si coltiva nell’antico orto che apparteneva al convento della Santissima Trinità alla Selva di Santa Fiora.
“Le cipolle coltivate – spiega Alberto Balocchi che ha seguito il progetto – sono finite. Gli ultimi capi saranno disponibili per la festa della castagna ad Arcidosso e poi bisognerà aspettare il prossimo raccolto. Quest’anno ne sono state prodotte la metà, data l’annata siccitosa, ma sono venute comunque benissimo.

Una varietà tipicamente locale – spiega – perché a detta degli anziani questa cultura era nota e pregiata fin dai tempi dei tempi. E proprio tenendo conto della memoria dei nostri vecchi sono partite le ricerche universitarie e specialistiche per scegliere la tipologia che si attagliasse meglio al terreno e fosse una di quelle presenti in loco. Sono stati 10 i produttori, che hanno commercializzato il prodotto nei negozi coop, nei migliori ristoranti e nei negozi tipici, offrendole anche alla sagra della cipolla della Selva. Le ultime le porteremo ad Arcidosso. Un prodotto che lentamente sta diventando uno di quelli identificativi dell’Amiata dando lustro e prestigio al territorio santafiorese”.

Segni identificativi: dolcezza e digeribilità. L’exploit della cipolla della Selva è stato entusiasmante e le qualità del prodotto sono state subito colte dai consumatori. Quali siano le spiega il professor Claudio Cantini ricercatore del Cnr Invalsa di Follonica, uno dei partner del progetto assieme all’Università di Siena, con i professori Marco Romi e Patrizia Salusti. Un progetto supportato da Genomamiata, la più importante associazione amiatina a salvaguardia dei genomi animali e vegetali, guidata da Lorenzo Fazzi e coordinato da Giovanni Alessandri (Studio Agricis) e tenuto a battesimo dal comune di Santa Fiora.

“Abbiamo studiato e ricercato, per questa cipolla, il metodo migliore per ottenere un prodotto salutistico-funzionale con caratteristiche nutrizionali migliorate, con tecniche agronomiche a ridotto impatto ambientale- spiega Claudio Cantini-. Grazie all’importante contributo dei polifenoli, la cipolla è considerata un alimento dalle molteplici funzioni terapeutiche, che la rende alimento molto moderno, da riscoprire e di grande interesse per l’Amiata. In particolare questa cipolla ha, grazie al terreno dove viene coltivata, elevati valori di sostanze antiossidanti, una dolcezza al gusto che consente di assaporarla sia cruda che cotta, l’alta digeribilità, la coltivazione senza uso di erbicidi e molto altro ancora. Un prodotto unico grazie alla combinazione di clima e caratteristiche del terreno e che fa sperare che vi siano spazi per valorizzarlo sempre di più”.

 

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